La scuola negli anni è cambiata al punto che sono nate figure nuove che hanno sostituito quelle che ormai oggi non ci sono più, come quella del precettore, figura attualmente quasi completamente scomparsa.

Di simile, oggi, c’è forse solo la possibilità di prendere il diploma da privatista, i cui costi si aggirano intorno ai 1500 euro online ma che possono arrivare a che a oltre 7000 euro.

Ma in cosa consisteva la figura del precettore e perché era così importante per l’istruzione di un tempo? Scopriamo quindi chi erano i precettori e qual era il loro ruolo nell’istruzione dei giovani nel passato.

La figura del precettore e la sua storia

Un tempo l’istruzione era riservata alla nobiltà e ai ceti medio-alti, e fu proprio nel XVII secolo che nacquero forme esclusive di educazione nobiliare, adottate poi anche dalla Borghesia.

L’istruzione privata veniva impartita da un precettore, ossia la persona addetta all’istruzione e all’ammaestramento dei figli di famiglie ricche e nobili.

Questa forma di istruzione si mantenne come alternativa alla scuola pubblica fino al 1919, e la figura del precettore era fondamentale per l’istruzione.

Infatti, originariamente il precettore aveva il compito, insieme alla figura della governante, di trasmettere i principi della vita di corte ai giovani nobili.

Successivamente, l’istruzione si concentrò sulle buone maniere e sulla disinvoltura nei rapporti sociali degli allievi.

Questa figura veniva ricercata dalle famiglie che non volevano affidare l’istituzione dei propri figli alla scuola pubblica, in via di costituzione, soprattutto se non rispondeva ai bisogni ideologici o educativi dei genitori. Ciò valeva anche nel caso in cui le famiglie erano troppo distanti dalla scuola più vicina o se i figli erano malati o infermi.

In questi casi, i genitori assumevano un precettore a cui era affidata l’educazione e che in genere andava a vivere con la famiglia per diversi anni.

Il precettore, quindi, impartiva lezioni individuali agli allievi affidati alle sue cure. Di conseguenza, il precettore era tenuto ad avere le dovute attitudini professionali e personali e dare quotidianamente prova delle sue qualità educative e didattiche.

La professione del precettore ha rappresentato per circa duecento anni una fase di transizione professionale per futuri pastori e studiosi.

Con lo sviluppo della scuola pubblica, la figura dei precettori venne sempre meno richiesta per l’istruzione dei bambini più piccoli. L’obbligo scolastico portò poi, intorno alla fine del XIX secolo,  anche da parte delle famiglie nobili a scegliere le scuole pubbliche per l’istruzione dei figli.

Gli insegnamenti dei precettori nella storia

Nell’antichità era usanza che il ruolo di precettore fosse svolto da schiavi. Ad esempio, ai tempi dell’antica Roma le famiglie nobili sceglievano schiavi greci o di estrazione orientale, esperti di lingua greca, per affidargli l’istruzione dei figli.

Più tardi, affidare l’istruzione dei figli ai precettori divenne più che altro uno status symbol delle famiglie nobiliari.

L’obiettivo dei precettori era quello di formare i giovani appartenenti alle famiglie signorili, e forgiavano i ragazzi anche sotto altri punti di vista, fino a renderli pronti a vivere nella società con buone maniere, un buon intelletto e un’elevata cultura.

Non sorprende, quindi, sapere che spesso i precettori erano anche sacerdoti, che impartivano agli studenti anche conoscenze legate alla fede.

Nel tempo, la figura del precettore si è trasformata in funzione delle trasformazioni che ha subito anche la scuola, che offriva un ventaglio culturale sempre più ampio con insegnanti sempre più preparati. Fu così che sempre più famiglie, anche quelle nobili, scelsero di non ricorrere più alla figura del precettore, anche noto come aio, per affidare l’istruzione dei figli alle scuole.

Sono tanti i precettori che hanno fatto la storia. Ad esempio, Aristotele fu il precettore di Alessandro Magno, mentre Seneca lo fu di Nerone. In tempi più recenti, invece, Goethe fu il precettore del duca Carlo Augusto.

Di Grey